Sandra Mondaini racconta del suo dolore, dell’affetto della gente e di come riesce a parlare al marito
Pubblicato il aprile 19th, 2010 da Giovanna Manna
Sandra Mondaini, dopo i funerali del marito Raimondo Vianello, parla del suo dolore e lo fa scegliendo le pagine del ‘Corriere della Sera’.
“Sono commossa dalla vicinanza della gente – ha detto l’attrice – la gente comune, le persone semplici. La gente semplice è sincera; quelli famosi o sono amici o sono falsi”.
“Sono andata al supermercato giovedì (sera del giorno in cui è morto il marito) e ho sentito tanta solidarietà. Mi dicevano ‘Signora, ci dispiace’. Alcuni stavano attenti a non avvicinarsi, anche perché appena mi nominavano Raimondo scoppiavo a piangere, però sentivo il loro affetto”.
Poi ha aggiunto: “Io adesso Raimondo lo chiamo in paradiso, lo chiamo tutti giorni da quando giovedì se ne è andato via. Gli ho raccontato tutto quello che ho fatto”.
Sandra ha raccontato di aver voluto lasciare il necrologio in bianco. “Per non scrivere cose ovvie, quelle che si scrivono sempre in queste occasioni”, ha commentato. A consolarla i suoi amici più cari, come Pippo Baudo “Ce n’è uno solo, siamo come fratelli”. Grazie alle sue esortazioni si è fatta forza ed è tornata ad alimentarsi, o almeno a provarci: «Come vuole che stia… provo a mangiare qualcosa ma poi sto male. C’ho il mio bel daffare».
E il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, “io sono apolitica – ha dichiarato Sandra – ma voglio bene a Silvio perché conosco la sua sensibilità”, che all’orecchio durante i funerali mi diceva di essere “rimasto molto colpito dai miei “bambini” (i due ragazzi filippini adottati)”.
“Mi sono piaciute tanto le loro parole in chiesa, sono proprio eccezionali – ha concluso riferendosi ai figli adottivi – hanno preparato il discorso in chiesa: di nascosto per farmi una sorpresa”.
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